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martedì 13 giugno 2017

Suore di Ostuni

Pubblico un post scritto dalle Carmelitane di Ostuni (Brindisi).


La vita carmelitana è, per vocazione e per missione, vita di preghiera e di unione con Dio, vita che si lascia possedere da Dio Trinità, non solo come intimità verso la beatitudine eterna ma come realtà che si raggiunge sulla terra. Una carmelitana deve essere una specialista della preghiera, perché la vita di preghiera e di unione con Dio costituisce veramente l'ideale e l'anima del Carmelo.  La presenza di Dio è il punto di partenza e la base dell'ideale carmelitana. Anche se Dio resta nella sua luce inaccessibile, l'anima carmelitana, attraverso una fede viva, cerca di incontrarlo e vederlo in ogni cosa e negli avvenimenti gioiosi e dolorosi della vita. Il Carmelo da sempre ha presentato con forza l'ideale di intimità con Dio; conforme ai primi eremiti del monte Carmelo vive in solitudine per contemplare Dio e le cose di Dio. Tutta la nostra vita carmelitana è: "Vivere nell'Ossequio di Gesù Cristo e servire Lui fedelmente con cuore puro e totale dedizione". Per arrivare all'ideale occorrono dei mezzi, soprattutto di carattere ascetico. Infatti l'ideale ascetico del Carmelo è tener compagnia a Dio conversando amichevolmente con il Signore. Il Carmelo propone dei mezzi che facilitano l'intimità con Dio: la preghiera, la solitudine, il raccoglimento e la mortificazione. Al Carmelo il posto d'onore spetta alla contemplazione, vivendo sempre alla presenza di Dio divisi in diversi momenti di orazione mentale.  Sant'Elia ce lo insegna: "Viva il Signore Dio d'Israele alla cui presenza io sto" ( 1Re 17,1), è un aiuto efficace per vivere tutta la giornata alla Presenza di Dio.  L'orazione al Carmelo un carattere ben definito: Intimità ed affetto. Più concretamente è uno scambio di amore tra l'anima e Dio. Per chi è chiamato al Carmelo deve vivere queste due realtà: il mistero e la presenza di Dio.  Un altro punto importante per il Carmelo è il raccoglimento perché è impossibile la preghiera contemplativa senza il raccoglimento interiore. Il raccoglimento esterno deve corrispondere al raccoglimento interiore, senza questo l'anima si illude di incontrare Dio. La spiritualità carmelitana insegna a cercare Dio nel fondo dell'anima; per cui si ritiene necessario il distacco dalle realtà esteriori, la solitudine e il silenzio.  


L'unione con Dio è un ideale pieno di fascino, ma la via per giungervi è aspra e stretta. Solo quando è libera da ogni affetto di creature, da ogni capriccio o ricerca di gusti personali, l'anima diventa "un 'altare su cui Dio, viene adorato con amore e una lode pura" ( San Giovanni della Croce, Salita 1,5-7). Per chi è chiamato al Carmelo la strada è segnata da queste caratteristiche: silenzio, solitudine, raccoglimento, mortificazione, intimità con Dio; è solo questa dovesse costargli  la vita (P. Anastasio Ballestrero).  La vocazione ci aiuta a sentirci al nostro posto; dove e come il Signore ci vuole. L'insegnamento della spiritualità carmelitana riconosce il primato dell'amore sopra ogni altra cosa, e a questo primato ispira tutte le sue manifestazioni. La vita del Carmelo è amore: amore che contempla, amore che si dona.  Il carmelitano dinanzi all'unione con Dio e alla contemplazione, non può avere mai un atteggiamento né di diffidenza né di indifferenza. Il desiderio dell'unione perfetta è una delle esigenze della vocazione carmelitana. 

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Coloro che desiderano contattare le Carmelitane di Ostuni, possono scrivere al seguente indirizzo:     carmelitaneostuni@gmail.com